Certamente non sono i piloti o gli assistenti di volo che hanno messo in crisi Alitalia negli ultimi 30 anni, ma di certo si sono abbuffati anche loro con un piatto bello abbondante.
Dunque oggi é naturale che si possa giungere ad un NO alla presunta intesa che riguarda la riduzione degli stipendi e del personale.
Meno probabile la necessità di dover insistere a trovare una soluzione.
Lasciare che qualcuno compri tutto quanto? Lasciare che la riduzione degli stipendi dei piloti sia d’obbligo e la riduzione del personale imposta senza possibilità di discussione?
Adeguare la compagnia alle altre compagnie e pretendere che i conti possano essere gestiti da persone competenti?
Lasciare che la compagnia possa essere smantellata, dispiace certo, ma dispiacerebbe ancora di più rimettere dei soldi presi forzatamente dalle nostre tasche.
Dispiace certo come dispiace per il piccolo artigiano che non ha nemmeno la possibilità di fare un referendum, e che di certo non viene chiamato da Gentiloni per rassicurazioni di rito.
La gestione di Alitalia é stata a dir poco delinquenziale per decenni. La politica ci ha messo le mani spesso per interessi personali a spese di un italiano “populista” come chiamano adesso la gente comune, che non aveva possibilità di risposta e tanto meno di intervento.
Si potrebbe ripartire da zero, operazione non facile ma nemmeno impossibile. Si potrebbero salvare tutti decidendo un adeguamento forzato degli stipendi di tutti quanti, nessuno escluso.
Si potrebbero migliorare e rinnovare gli scali principali lasciando alle low-cost quelli secondari che in realtà costano tantissimo e non giustificano più costi di biglietti da compagnia di bandiera.
Si potrebbe, se solo qualcuno avesse le capacità e la volontà di comprenderlo.
Infine, perché no, una richiesta di risarcimento nei confronti degli amministratori e presidenti che negli ultimi 20 anni hanno stuprato finanziariamente la nostra compagnia di bandiera.
Nulla di personale, solo una forma di rimborso a vantaggio di quei dipendenti che domani rischiano di perdere il posto di lavoro e non sanno come pagare il mutuo per la propria famiglia.
Le persone che hanno gestito Alitalia negli ultimi decenni si sono arricchite. Oggi, visto che i conti sono terribilmente in rosso dimostrando una totale incapacità di gestione e controllo, oggi sappiamo che gli stipendi di queste persone erano soldi rubati, dunque perché no, chiederne una grossa fetta indietro, da lasciare ai dipendenti Alitalia che perderanno il posto di lavoro.
Ciò nonostante la maggior parte di questi dirigenti sono già stati ri-localizzati a nuove poltrone dirigenziali, mentre la maggior parte dei dipendenti e lavoratori in Alitalia non sa davvero dove e come ricominciare.

Oppure, pensavo, potremmo anche venderne i conti ai cinesi che ormai si vocifera stiano cercando di comprare anche piazza Duomo a Milano, Madonina compresa.

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