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L’informazione é un servizio che deve essere distribuito a chiunque e chiunque deve poterne fruire.
Se poi nel farlo non ci inseriamo anche valutazioni o personalizzazioni a sfondo politico, allora stiamo creando il terreno perfetto.
L’informazione deve essere retribuita certo, nessuno lavora per niente. Ma non deve essere il lettore, l’utente a cui vengono indirizzate le notizie a dover pagare.
Ecco che entra in gioco la pubblicità nelle migliaia di sfaccettature che può proporre, dalla pubblicità diretta a quella tramite numero di click di google adsense.
In questo modo chi scrive guadagna molto di più, e chi legge non deve pagare. Questa é l’informazione del nuovo millennio. Libera e gratuita, trasparente e terribilmente in tempo reale.
Stesso discorso per tutti i mestieri collegati all’nformazione, come quello del grafico e del responsabile relazioni esterne, tutto proporzionato al proprio lavoro che permette guadagni decisamente migliori e maggiore meritocrazia, cosa che sino ad oggi in Italia in questo settore é venuta a mancare.
Dunque via i super stipendi per le firme gloriose del giornalismo, coloro che scrivono un articolo a settimana e guadganano come 200 articoli di un normale giornalista che scrive ogni giorno.
Questo non ha senso e non ha speranza per le finanze di un giornale, come di una tv pubblica.
Via i rimborsi da prima classe e gli hotels di lusso.
Tutto riportato sullo stesso piano dal direttore di testata ai collaboratori. Ciascuno con il suo personale salvadanaio collegato al numero dei lettori, alle condivisioni sul web e molto altro.
Questo é il nuovo giornalismo, questa é la sola vera informazione che si conosce.
Lasciare spazio ad un rapporto più diretto tra chi scrive e chi legge. Lasciare possibilità di guadagni finalmente maggiori ai 50 euro a cartella, basandosi sul merito e sulla bravura di chi scrive.
Cancellare i viaggi o le trasferte “spesate” in prima classe.
Tutti sullo stesso livello, tutto alimentato dagli introiti pubblicitari.
Dunque alla fine, portiamo internet a tutti gli italiani e togliamo i contributi governativi ai giornali, questi portano gli stessi a lavorare nel modo esattamente opposto a quella che noi chiamiamo meritocrazia alimentando personaggi inutili del giornalismo, politicamente corrotti e incapaci di dare informazione vera.

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