L’osservatorio per i diritti umani ha accusato pubblicamente le forze irachene che avrebbero forzato almeno 170 famiglie di esponenti dello stato islamico a forme di detenzione come punizione.
Lo stato iracheno non dovrebbe punire le famiglie di coloro che si sono legati allo stato islamico, non si possono inventare forme di “punizione per ritorsione”, relazionano dall’osservatorio.
Questi sono atti che possono essere classificti anche come crimini di guerra.
Ma soprattutto questi sono atti che da un lato alimentano ancora di più le ideologie degli indecisi spingendoli a passare dalla parte dello stato islamico.
I campi definiti di riabilitazione sono stati identificati come campi di detenzione e questo contrasta con la volontà di voler riportare la libertà nelle zone oppresse dallo stato islamico.
Detenzioni arbitrarie e contenimento forzato non raccontano di un centro di re-inserimento.
Le autorità irachene hanno fatto poco o forse nulla per fronteggiare la situazione, mentre la notizia che almeno 10 persone tra cui donne e bambini sono deceduti durante alcune fasi di trasferimento o stazionamento in uno dei campi, la maggior parte di loro per disidratazione.

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