Poliziotti che puntano le pistole verso la folla, colpi che partono in aria ma nemmeno troppo in aria. Poi le urla, le botte, il sangue, le esplosioni di lacrimogeni ovunque. Piogge di sassi e mattoni. Bottiglie incendiarie e spranghe di ferro che volano dappertutto.
Persone ferite dai proiettili. Le ambulanze che faticano a raggiungerli. Incendi ovunque.
A Brasilia si é consumata una vera e propria battaglia che non sembra placarsi, tra 100 mila manifestanti e 5000 tra poliziotti e soldati.
Almeno 5 i feriti contati sino a questo momento, ma il numero é destinato a salire in poche ore considerando la violenza degli ultimi eventi.
Il Presidente del Brasile ha chiamato l’esercito a difesa degli edifici di Governo. Sembra di essere tornati indietro nel tempo, alla dittatura militare. Il provvedimento, ha dichiarato Temer, é a tempo, ma ha tutte le intenzioni di metterlo in atto ogni qualvolta si riterrà necessario.
Vi é una registrazione audio in cui si sente molto chiaramente il Presidente Temer acconsentire al pagamento di tangenti. Ma lui vuole resistere, nonostante tutti ne chiedano le dimissioni.
Messo alle strette ha fatto intervenire l’esercito contro il suo popolo, invece di dimettersi e lasciare spazio alle indagini.

 

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