Questo almeno quanto appreso da fonti ufficiali interne al governo britannico. L’Ecuador sta finalizzando una serie di colloqui e incontri con referenti di pari livello per il governo inglese affinché si possa trovare una soluzione in cui Assange venga costretto a lasciare l’ambasciata di Londra.
Sono ormai oltre 6 anni che il fondatore di Wikileaks vive sotto la protezione di asilo politico all’interno dell’ambasciata stessa e se all’inizio godeva di ogni comfort, oggi dispone solo dell’utilizzo di una camera e persino internet gli viene fortemente limitato.
La storia la sappiamo tutti, qualora Assange dovesse mettere piede fuori dall’ambasciata, verrebbe arrestato subito ed estradato negli Stati Uniti in poche ore.
Ma il ministro degli esteri Alan Duncan é deciso più che mai a risolvere la situazione, soprattutto in previsione della visita ufficiale di Stato del presidente dell’Ecuador, Lenin Moreno, che ha definito Assange un “hacker”, un “sasso nella scarpa da togliere in fretta”.