Forse sarebbe meglio darci un taglio con questa storia delle Olimpiadi a Roma.
Possiamo comprendere l’interesse politico, ma la politica non dovrebbe avere nulla a che fare con lo sport.
Di mezzo ci sono considerazioni approfondite dei costi da sostenere e le proiezioni di possibili ricavi.


Le Olimpiadi per quanto un effetto scenico straordinario, non offrono un ritorno economico e di immagine adeguato agli investimenti che richiedono.
Certo, con le Olimpiadi a Roma molti grossi industriali italiani investirebbero nei lavori di preparazione accaparrandosi appalti viziati come é sempre stato.
Ma questa storia delle Olimpiadi non può diventare il problema principale di Roma di queste settimane, che barba e che noia con questa storia.
La città ha i conti in rosso e si pensa politicamente di manipolarne i cittadini attraverso la candidatura alle Olimpiadi, facendo loro credere che questo porterà dei soldi nelle loro tasche, quando invece ne toglierà molti di più di quelli che sono costretti a pagare oggi.
Il punto, peraltro molto semplice, é che le Olimpiadi sono un costo enorme da affrontare, un costo a perdere.
In definitiva Roma non se le può permettere.
E noi cosa facciamo? Diamo contro alla sola donna a Roma in mezzo ad una marea di uomini incapaci, che ha avuto gli attributi per piazzare sul tavolo delle trattative la dura verità, la sola verità.
Tutti gli altri sono solo spinti da motivazioni politiche o di potere, come é sempre accaduto in questo Paese.
Virginia Raggi parla con i conti alla mano, non nasconde nulla e non promette nulla.
Semplicemente, nelle condizioni in cui si trova Roma, le Olimpiadi sarebbero un colpo mortale.
Ora raccontateci pure che l’immagine, il prestigio e il nome di Roma ne trarrebbero vantaggio, io vi rispondo che per ora negli ultimi 60 anni questi tre punti cardini del successo romano hanno fatto cilecca in pieno e non hanno pagato nemmeno un centesimo dei conti della città eterna.
Oggi che abbiamo qualcuno che racconta le cose per quello che sono, noi cosa facciamo? Gli diamo contro?
Sposiamo la trasparenza in questo Paese, ma spesso sentiamo la mancanza dell’inciucio.
Talvolta quanto siamo strani, italiani.

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