L’attrice Rebel Wilson ha registrato una vittoria importante in una causa per diffamazione, anche se in appello il risarcimento é stato abbassato da oltre 3 milioni di euro a poco più di 400 mila euro.
Lo scorso settembre l’attrice di origini australiane aveva vinto la causa contro Bauer Media che aveva pubblicato articoli diffamatori contro di lei.
La corte aveva dato ragione alla giovane attrice assegnando un risarcimento record per una diffamazione, oltre 3 milioni di euro.
La Bauer Media aveva fatto ricorso chiedendo di portare tutto in Appello. Così é stato e per quanto la condanna a pagare sia stata confermata, l’importo é stato tagliato in maniera pesante.
Alla fine, dopo l’Appello, la cifra é stata ridimensionata a poco più di 400 mila euro anche perché come indicato dalla corte non esiste evidenza di reali danni causati da questa presunta pubblicazione di un testo diffamatorio.
Si intende che l’attrice non ha potuto dimostrare di aver perso lavoro o occasioni di lavoro a causa di queste pubblicazioni.
Una delle accuse era che la Wilson avrebbe perso contratti per 15 milioni di dollari legati a 3 nuove produzioni cinematografiche che l’avrebbero vista tra le protagoniste, ma questo, come ha specificato la corte, non ha saputo dimostrarlo fino in fondo.
Lo scorso anno la corte aveva dato ragione alla Wilson che era stata dichiarata in questi articoli come una “serial liar” una bugiarda seriale che aveva fabbricato ogni aspetto della sua vita.
Il magazine Woman’s Day Magazine aveva pubblicato un articolo in particolare dove si evidenziava che la Wilson aveva mentito persino sul suo nome, sull’età e sulla sua infanzia per farsi strada ad Hollywood.
Mercoledì, in un tweet pubblicato il giorno prima dell’udienza d’Appello, la stessa Wlson ha dichiarato:
“come già detto prima, ho VINTO la causa, e questo é insindacabile. Quello che si tratta di definire in Appello é la quantità di soldi che mi verranno concessi per il risarcimento. Questo caso non é mai stato per soldi. Ma spero di riceverne il più possibile perché li donerò tutti in beneficienza e una parte la assegnerò in supporto dell’industria cinematografica australiana”.

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