Arrestato ieri mentre cercava di varcare il confine con la Bolivia, l’ex membro dei proletari armati per il comunismo Cesare Battisti rimane in carcere.
Lo ha stabilito un giudice in Brasile, che ha ritenuto sufficienti le accuse che possono confermare la custodia cautelare del terrorista condannato all’ergastolo in Italia.
Permetteteci di chiamarlo terrorista e non ex terrorista in una situazione di stallo burocratico dove l’offesa verso le istituzioni del nostro Paese e gli stessi italiani si sta tramutando in una vergognosa e ridicola attenuante.
Lui si sente tranquillo in Brasile grazie ad un decreto dell’ex presidente Lula, che gli aveva assegnato un visto permanente.
La situazione da vergognosa si sta tramutando in ridicola e per quanto sia una questione burocratica e legislativa sarebbe il caso di definirla una volta per tutte.
Anche perché in questo modo si rischia di ingrandire sempre più la figura di un personaggio unico che raccimola consensi da molte parti nel portare avanti questa sua presa di posizione irriverente verso lo Stato italiano e le sue istituzioni.
Battisti é un terrorista che ha ucciso delle persone. Deve essere arrestato immediatamente e tenuto in carcere sino alla fine dei suoi giorni, punto e basta, non lasciamo passare il messaggio ai giovani di un personaggio in stile Fast and Furious che si prende gioco dello Stato e delle leggi.

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