Il 13 gennaio 2012, la Costa Concordia naufragò davanti agli scogli dell’Isola del Giglio, provocando la morte di 32 persone.
Schettino é stato condannato a 16 anni di carcere dalla cassazione, si é già costituito e si trova tra le mura di Rebibbia da ieri sera.
Il punto cruciale di tutta la situazione però é che non esiste un listino prezzi per la morte. Intendo dire che non possiamo valutare la vita di una persona affiancandole un prezzo definito a qualcosa di indefinibile.
Dunque i morti valgono 250 mila euro di risarcimento? Oppure 16 anni di reclusione per Schettino?
Non funziona così, la morte ci ride sopra ai nostri listini prezzi.
Ogni vita umana ha lo stesso valore, senza alcuna eccezione, o almeno così dovrebbe essere anche se nella realtà non accade mai.
Non dimentichiamolo mai, per quanto la nostra intera vita sia fatta di arrampicate sociali e likes che ci raccontanto una realtà distorta, tutti abbiamo lo stesso valore.
Lasciare dunque che un processo possa determinarne un valore assoluto é un errore.
Nessuno merita un giudizio mediatico, nemmeno Schettino, e oggi provate a dirmi se anche solo uno di voi si sente appagato, nel suo più profondo se qulcuno sente che giustizia é stata fatta, allora alzi la mano.
Forse perché 16 anni sono pochi o niente rispetto al valore delle vite perse in quella tragedia? O forse perché non deve ricadere tutto su di una sola persona, per quanto incapace, comunque “essere umano” che commette errori, soprattutto se in preda al panico e alla paura?
Errori che non si dovrebbero commettere in quella posizione? E se nessuno preparasse nessun essere umano a quella situazione e fosse solo una questione tra noi ed il nostro istinto di sopravvivenza?
Diciamo la verità, in pochi oggi si sentono appagati, nessuno sente l’odore della giustizia.
Nonostante il capro espiatorio sia stato individuato, l’aria che respiriamo, l’odore che sentiamo é ancora quello dei morti e se guardate bene nelle immagini di quei giorni che circolano sul web, forse li trovate ancora laggiù i morti, seduti sugli scogli che aspettano giustizia.
Una giustizia che non arriverà mai.

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