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Forse adesso possiamo dire “era ora”. Non se ne poteva più di televisioni di partito che producevano volutamente una tv spazzatura per mantenere il controllo dell’informazione nel nostro Paese.
Sia ben chiara una cosa però, per tutte le Tv in Italia, i padroni dicono ai loro giornalisti cosa dire e come dirlo, ma alla fine non diamo tutte le colpe a loro, perché credetemi non saprebbero fare di meglio di quella spazzatura che mandano in onda.
Sono passati decenni da quando questa foto in bianco e nero é stata scattata, eppure la sensazione é che da quel giorno non sia cambiato nulla, anzi, con il passare degli anni si é andati verso un peggioramento che ha contribuito ad alimentare una forma di disinformazione che ci ha seguito per decenni.
Forse, finalmente é arrivato il momento in cui si potrà cambiare. Forse, finalmente si passerà ad un sistema di meritocrazia che aprirà le porte a migliaia di posti di lavoro e prenderà a calci una grossa fetta di incapaci o politicamente scorretti che manovrano ancora oggi le tv nazionali, utilizzando i soldi degli italiani per farlo.
Stessa sorte si spera possa presto colpire, sempre sulla base della meritocrazia e senza più prendere i soldi dalle tasche degli italiani, la carta stampata.
Non ne possiamo più, siamo cresciuti tra Baywatch, dove sapevamo che era tutta una montatura hollywoodiana, ed Emilio Fede ed i suoi sermoni celebrativi indirizzati al suo padrone ed al suo partito, ogni santa sera, in cui faceva fnta di raccontarci una realtà parallela che solo lui ed il suo padrone conoscevano.
Siamo passati dalle redazioni degli incapaci della Rai che intervistavano personaggi stranieri e non sapevano nemmeno una parola di inglese, per finire ad ascoltare le informazioni dalla redazione della rai che attraverso i Tg nel frattempo negli ultimi anni era diventata l’ufficio stampa del PD, sempre con un brutto rapporto con le lingue, come a dire che chi le sapeva per davvero non veniva assunto in Rai.
Ma poi é arrivato Cairo con la 7 al quale avremmo anche creduto se non fosse che lui si é preso anche il CdA della RCS, Corriere della Sera, dando una parvenza di cambiamento in Tv, ma non reale, bensì fittizia, perché alla fine non potrebbe mai ostacolare il suo stesso investimento in RCS.
Passo indietro dunque, via i contributi governativi a tutti e si riparte da zero. Le persone competenti avranno i giusti riconoscimenti in azienda, mentre gli incapaci e le tessere di partito verranno mandati tutti a casa.
Se poi non dovesse andare bene all’organizzazione dalle sembianze di casta che gestisce i giornalisti in Italia, probabilmente, tempo permettendo, sarebbe opportuno rivederne anche i suoi valori.
La Tv sta per cambiare per sempre in Italia, speriamo poi possa toccare anche ai giornali e che l’informazione possa giungere finalmente, come con Google News in tempo reale, senza filtri e senza propaganda di partito, perché in Rai qualcuno deve farlo sapere che i tempi di Don Camillo e Peppone sono finiti.

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