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E’ finita l’odissea della nave Aquarius con i 630 migranti a bordo. E’ arrivata a Valencia e sono terminate le operazioni di sbarco.
Ad assistere i passeggeri della nave ci sono 2 mila persone tra medici, psicologi, e operatori sociali.
E’ diventato un caso di solidarietà internazionale. Una solidarietà sfociata in un caso politico che ha coinvolto e coinvolge tuttora il Ministro Matteo Salvini ormai bersaglio di tutte le Ong e di tutte le pseudo associazioni umanitare che battono bandiere di ogni paese europeo ma continuano a voler attraccare solo in Italia.
Perché si può essere in linea o no con il ministro Salvini, ma non si può esserlo con la strumentalizzazione politica della situazione.
La solidarietà di Francia e Spagna e delle Ong fa venire i brividi e le lacrime agli occhi, ma ci si chiede come mai allora quando i centri profughi italiani erano allo stallo perché stracolmi di migranti nessuno di loro ha mai mosso un dito per accollarsi parte del problema magari portandosi in patria una parte di queste povere persone?
Sappiamo tutti la risposta… perché non sarebbe mai stato un caso mediatico della portata di quello dei giorni scorsi.
Dunque presi da cotanta solidarietà ci auguriamo che adesso nei prossimi giorni anche le altre navi respinte dai porti italiani trovino rifugio in Germania, in Francia, e che anche i Paesi senza sbocco sul mare si assumano la loro parte di responsabilità, proprio perché parte di un progetto unico chiamato Europa.
Scommettiamo che se cominciamo a fare così gli hotspots programmati nasceranno e saranno operativi entro 6 mesi?
Perché l’europa semplicemente a parole é stracolma di solidarietà, ma a fatti sino a che il problema non lo aveva sotto casa, se n’é sempre lavata le mani.

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