Sino ad alcuni anni fa la provocazione visiva era opera dei più grandi, scultori, fotografi, pittori.
Creavano e basta, seguendo ciò che la loro mente creativa gli permetteva di vedere al di fuori di ogni schema.
E volete sapere il motivo dei loro successi? Nulla era premeditato.
Non c’é cosa peggiore nel creare pensando all’approvazione degli altri, del pubblico.


Dunque se si scatta una foto, come hanno fatto Mert Alas e Marcus Piggot, si chiama la famosa top model Doutzen Kroes e le si tolgono i vestiti e si una solo una corda da marina per coprirla parzialmente.
Gli scatti in bianco e nero vengono pubblicati sulla rivista Double e perdonate la controtendenza, ma non ne capisco la provocazione.
Forse non la vedo io la provocazione, oppure, molto più probabilmente, la si ricerca premeditando la ovvia conseguenza.
Questa non é creatività. E’ consenso commerciale sulla base del quale ci mettiamo qualche migliaio di likes premeditati anche quelli ed otteniamo un’immagine tra le più semplici e banali di sempre.
Di provocatorio non ci trovo nulla, nemmeno se tutti vogliono venderla come tale.

 

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