La decisione tanto discussa é arrivata alimentando i più fastidiosi timori del protagonista, ovvero che la sua potesse divenire un’operazione politica piuttosto che una regolare valutazione in termini di legge.
Kim Dotcom, il fondatore di Megaupload insieme ai suoi due soci storici, può essere trasferito negli Stati Uniti per subire un regolare processo e probabilmente finire in carcere a vita.
Lo ha stabilito l’Alta Corte della Nuova Zelanda, confermando una precedente sentenza della corte distrettuale.

La situazione per l’ex bilionario si sta aggravando di ora in ora a questo punto.
I capi di imputazione sono ben 13, tra cui il riciclaggio e la violazione dei diritti d’autore.
Probabilmente nemmeno un solo ergastolo sarebbe sufficiente: lo stesso Dotcom aveva grossa fiducia che la prima sentenza potesse essere ribaltata, diventando abile a mettere la sua storia perennemente sotto i riflettori negli ultimi mesi.
Non é successo quanto da lui auspicato, confermando a questo punto la sua più che delicata posizione.
L’estradizione negli States significherebbe la fine di un regno digitale tra i più ricchi e più grandi di sempre, costruito sull’inganno oltre che su innumerevoli operazioni illecite.

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