La paura non é una dote, ma un difetto, soprattutto nel mondo degli affari così come della politica. La paura racconta le sfaccettature che nessuno vede della nostra vera anima, della nostra poca o nulla preparazione in materia e delle nostre incapacità lavorative.
Avere paura é umano e tutti ne abbiamo, ma quando la paura si riversa sul lavoro e sugli affari diventa il ritratto al contrario di Dorian Gray.
L’Italia si appresta a eleggere il nuovo governo. Mai come oggi però sembra di vivere una situazione politica mai vista prima. La politica italiana ha più paura di Di Maio che del meteo, del gelicidio e del buran.
L’Italia ha paura di cambiare, buona parte non ne vuole nemmeno sapere di farlo e mi riferisco a coloro che sino ad oggi ci hanno marciato sulla situazione precaria del nostro Paese, tra milioni di posti di lavoro e 80 euro in più.
Le stesse coalizioni che già in passato hanno fallito si ripresentano senza nemmeno ipotizzare di cambiare i nomi o le facce, come a voler pensare che a noi italiani va bene così.
Girare per Milano in queste settimane sembrava di vivere in una scena di ritorno al passato, con un 1994 più presente che mai, prima dei soldi che Bossi ha rubato alla Lega, prima delle testimonianze di Dell’Utri sui legami tra Berlusconi e la mafia, prima, molto prima, della Banca Etruria.
Ho visto in queste settimane tutte le pagine di tutti i quotidiani elencare i difetti di Di Maio e del suo gruppo, non ho visto nel contempo un piano di governo da parte degli altri, serio e ponderato.
Questo mi preoccupa, le stesse facce con le stesse idee. Ci siamo già passati, grazie.
Attenzione, non ho bisogno di alimentare dibattiti sui 5 stelle e su Di Maio, ma amo essere preciso e diretto, perché lunedì, nonostante tutto, e comunque vada, in alto, molto in alto al governo si chiederanno perché tutto questo é potuto accadere. Non venitemi a dire che non lo avevamo capito che si andava in questa direzione.
L’Italia ha paura del cambiamento? Non pensateci nemmeno. I giovani in Italia vogliono cambiare,  eccome se lo vogliono. Il vecchio, il marcio, il fiscalmente protetto ha paura del cambiamento.
Potessimo votare online così come postiamo una foto su Instagram, il 99% dei giovani voterebbe, ed il voto sarebbe per il 75% in una sola direzione, quella del cambiamento.
Non potrebbero più esserci agganci e finanziamenti dalla mafia se questo Paese cambiasse. Non potremmo più salvare le banche di famiglia se questo Paese cambiasse, questo non posso negarlo.
E’ scattata l’allerta Di Maio così come in questi giorni é scattata l’allerta meteo.
La vecchia Italia ha paura dei giovani, spera nella neve in modo che in molti si astengano dal votare.
Nessun programma politico serio e di cambiamento concreto.
Ho visto prime pagine web dedicate al congiuntivo di uno degli esponenti del M5S piuttosto che il nuovo programma del padrone del giornale o della rete Tv.
Inciuci continui, accordi impensabili sino a poco prima di Natale che si sono concretizzati grazie a coloro che l’Italia la comandano per davvero, gruppi finanziari e bancari che si infilano sotto le coperte di potenti imprenditori.
L’Italia ha paura di cambiare. Balle, date ai giovani la possibilità ed un motivo per farlo, che si riprenderebbero il loro Paese tra le mani.
A poche ore dal black-out mediatico si sparano gli ultimi colpi, i partiti usano i “loro” giornali, che, amo precisare, mantengono con le nostre tasse, per lanciare l’ultima allerta Di Maio per il fine settimana.
Nessuno di loro, nemmeno uno, quest’oggi parla di come cambiare le cose in questo Paese.
Ecco perché il M5S é il primo partito in Italia.
Magari lunedì gli inciuci avranno ripreso il controllo del Paese, ma prima o poi l’impressione é che il nostro Paese possa finire nelle mani dei giovani come é giusto che sia.
Da cosa lo capisco? Dalla paura, la stessa dannata paura di cui parlavo all’inizio di questo articolo, la stessa paura che alimenta gli stolti, gli impreparati, quelli che hanno da nascondere e coloro che non sanno nemmeno quello che dicono.
E pensare che non volevo nemmeno e lungi da me il volerlo fare, di esprimere un parere politico attraverso queste righe; ma ho passato notti intere a leggere articoli da propaganda politica che hanno offeso la mia per quanto poca intelligenza, hanno violentato la mia voglia di cambiare questo paese ed hanno massacrato di botte la mia pazienza.
Mi hanno deluso, al punto che mi piacerebbe pensare che gli italiani trovassero il coraggio di sognare il nuovo.
In fondo cosa costerebbe provarci per una volta? Peggio di quanto accaduto negli anni precedenti sarebbe ben difficile fare.
Buone elezioni a tutti.

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