Chi ha fatto sport e calcio nella fattispecie sa bene quanto l’inizio di stagione a seguito di un’intensa preparazione estiva non porta mai a semplici sviluppi.
Pertanto l’Italia di ieri sera vista contro la Macedonia non puo esserne l’eccezione.
Da quando mi occupo di calcio, parecchi anni, a quando ho cominciato a scrivere dell’Italia, sono passati tanti allenatori quanti presidenti del consiglio e credetemi, mai una volta nella fasi di qualificazione ai mondiali o agli europei ho letto di qualcuno che ha scritto “che bella Italia!!!”
Ci sono stati momenti migliori, partite di gran lunga migliori, ma questo non autorizza al dramma che si sta sviluppando alle spalle di un gruppo che ha la consapevolezza delle proprie forze e capacità, ma probabilmente é carente di stimoli caratteriali che come per tutti noi, non son sempre al 100%.
Se cambiano canale non mi sembra che la situazione cambi, che si tratti di Sudamerica o Europa, partite stanche e noiose come quella dell’Italia di ieri, dunque smettiamola di processare ogni volta che non sappiamo cosa fare.
Preparare una squadra per un mondiale richiede tempo, molto tempo.
Non inventiamoci che siamo delusi o sorpresi, nulla di nuovo, come sempre nelle fasi a girone, é sempre successo e succederà sempre.
I cali di tensione, la difficoltà a trovare lo stimolo psicologico necessario, le contraddizioni di dover preparare le partite rubando qualche giornata al campionato, ben più importante della nazionale (per giro di soldi si intende).
Dunque non serve processare nessuno, o almeno smettiamola di farlo dopo ogni partita, altrimenti la noia dal campo finisce anche sulla carta stampata, sia essa materialmente stampata o sottoforma di pagine web.

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