Una bimba inglese fotografata sofferente nel suo letto da un padre che vuole raccontare al mondo la sofferenza provocata dal cancro che le sta portando via la figlia.

Jessica Whelan, di Clayton-le-Moors, Inghilterra, aveva 4 anni.
Andy Whelan, il padre, una mattina ha postato un aggiornamento dove raccontava “è con tristezza e sollievo che vi informo che Jessica ha finalmente trovato la pace e la fine delle sue sofferenze”.

“dalle 7 di questa mattina Jessica non soffre più, non deve più lottare contro insopportabili dolori su tutto il suo corpicino. Ora la mia principessa é cresciuta ed é diventata un angelo e con le sue ali volerà sopra di noi sino al giorno in cui la vita stessa ci riunirà di nuovo”.
Nessuno poteva permettersi di usare questa immagine per vendere un paio di copie in più, ma come lo stesso padre indicava nel suo racconto, si sperava potesse servire ad affrontare il problema di una malattia terribile per la quale ci si augura presto si possano trovare delle cure.
Nulla di più, bastava informare senza strumentalizzare.

Un giornale su 100 lo ha fatto, gli altri ritenevano l’immagine troppo forte e dunque hanno deciso di censurarla.
Esatto, gli stessi che ci raccontano una realtà artefatta tutti i giorni si sono eletti a guardiani della nostra anima e della nostra mente pensando bene di poter decidere cosa censurare oppure no.
La censura programmata sta uccidendo l’informazione.
Il cancro ha ucciso Jessica, ma molti altri bambini stanno combattendo la stessa lotta ogni giorno.
Non chiudiamo gli occhi e soprattutto non facciamo finta di non aver sentito e di non aver visto nulla.
Perché l’informazione non alterata può portarci verso un mondo migliore dove forse molti altri bimbi un giorno potranno anche vincerla la loro battaglia contro il cancro.

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