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Sono passati 4 anni e finalmente si può affermare con certezza che il volo Malaysian Airlines MH370 scomparso nel nulla e mai più ritrovato, fu in realtà un suicidio premeditato del pilota Zaharie Ahmad Shah.
Purtroppo la scelta é ricaduta sulle 239 persone a bordo che senza volerlo hanno perso la vita quel giorno maledetto per mano del pilota.
Dunque un suicidio che per essere portato a termine ha generato l’omicidio di moltissime persone innocenti.
Il volo MH370 quel giorno venne deliberatamente portato fuori rotta per poi essere lasciato al proprio destino atroce schiantandosi nel mare.
Il pilota aveva pianificato tutto, persino il modo in cui eludere i radar, la depressurizzazione della cabina con tutti i passeggeri che avrebbero perso conoscenza e la fase dello schianto.
La depressurizzazione veloce di un aereo fa scattare subito l’attivazione delle maschere d’ossigeno, cose che non é accaduta perché molto astutamente il pilota ha lasciato depressurizzare la cabina molto lentamente. I passeggeri si sono addormentati piano piano inconsci di quanto stava accadendo.
Poi il volo ha compiuto due virate su Penang, città natale del comandante, quando ormai il pilota era il solo sveglio sull’aereo.
Infine ha pilotato l’aereo ben fuori dalla portata dei radar ancora per parecchio tempo per portare poi a termine il suo piano suicida.
Queste erano solo alcune delle supposizioni sino a poco tempo fa, ma ormai non rimane nessun’altra ipotesi concreta, tutto il resto é stato analizzato e scartato a suon di investigazioni costate milioni e milioni di dollari.
Quella finale, quella più raccapricciante, quella che gli inquirenti hanno lasciato per ultima si é invece rivelata la più concreta.

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