by Manuel Forestieri

Può avere un colore, bianco o nero, talvolta persino olivastro.
Può avere una fede, cristiana o musulmana, buddista o induista.
Può essere identificata e distinta per sessi, uomo o donna, gay o trans.


Ma se alla fine quello che stiamo ricercando deve solo essere un valore assoluto, allora le opzioni sopra riportate non hanno alcun credito.
Perché a chiunque verrebbe assegnato un valore assoluto di infinito.
Perché ogni vita é importante.
Chiunque decida di sottovalutare l’importanza ed il rispetto verso qualsiasi vita umana, allora non merita alcun rispetto di ritorno.
Chiunque decida di giocare con la vita delle persone non merita attenzione e rispetto alcuno.
Poi possiamo anche individuarne nel frattempo le cause scatenanti, le motivazioni più profonde. Ma nel contempo resta la cruda e dura realtà di 49 vite spezzate dalla follia di un uomo malato di mente.
Che poi per ottenere ancora maggiore attenzione si dichiari affiliato ad un gruppo islamico o meno, questo non frega a nessuno e non fa alcuna differenza.
Se poi, noi stessi lasciamo che la nostra stampa si permetta di dare più importanza alla strage del Bataclan di Parigi piuttosto che a quella di Orlando non é perché Parigi fosse più vicina, ma é perché ad Orlando sono state spezzate le vite di 49 persone di cui la maggior parte gay, che nel nostro Paese sono ancora identificati come persone malate.
Un responsabile dell’FBI in conferenza stampa 10 minuti fa ha dichiarato che le vittime sono 49. Perché l’attentatore non deve e non può essere inserito in questa lista.
Forse volendo vedere, questa é la sola distinzione che potrebbe avere senso in questo momento. Cambiamo l’ultima notizia tutti quanti, le breaking news persino della CNN. Non sono morte 50 persone, ci sono state 49 vittime a causa della follia omicida di un malato che non deve nemmeno essere riconosciuto nella stessa lista delle vittime e se davvero esistesse un paradiso, dubito che possa esistere un dio che lo faccia sedere nella stessa sala d’attesa di tutti gli altri prima di dargli il benvenuto.

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