Il Presidente degli Stati Uniti ha preso una posizione dura, pesante e diretta nei confronti di Putin e della Russia. Ha verificato quanto gli veniva riferito dai servizi segreti da ormai 2 mesi e ieri ha deciso di compiere il passo che nessuno si sarebbe mai aspettato.

Anche perché a Obama mancano solo 15 giorni di mandato presidenziale e nessun Presidente prima di lui si era adoperato tanto in questa fase transitoria.
Evidentemente troppi argomenti gli erano a cuore per lasciare che fosse Donald Trump a gestirli per il Paese.
Tra questi, per quanto si debba riconoscere la vittoria alle elezioni al magnate americano, sarebbe opportuno, per un senso di democrazia ancora più profondo, verificare quanto gli interventi di hackeraggio da parte dei sovietici abbiano influito sulle elezioni.
Stando alle carte in possesso di Obama, hanno influito in maniera pesante e forse persino determinante.
Dunque nessuno può pensare di lasciar perdere, nessun americano desidera lasciare che i sovietici possano intervenire e controllare il loro Paese.
Così ieri, con effetto immediato, ben 35 diplomatici russi si sono visti recapitare un biglietto di sola andata della validità di 72 ore, per tornare nella loro Madre Russia. I loro uffici chiusi e alcune ambasciate messe in allerta.
Ecco che all’improvviso ci sembra a tutti di essere tornati agli anni 70. Anche se non li abbiamo vissuti in prima persona l’aria che si respira oggi é proprio la stessa di quegli anni di tensione.
Per contro Putin ha già fatto chiudere la scuola Americana di Mosca e si appresta a nuove misure contro e verso gli americani.
Oggi più che mai sarebbe opportuno sapere, per poter capire e giudicare la situazione, quello che realmente é successo.
Non é possibile che il Presidente Obama abbia preso queste decisioni solo su situazioni presunte di hackeraggio. Lui stesso ha dichiarato che le prove in possesso sono schiaccianti e che presto saranno rese note.
Certo é che se davvero Putin e la sua squadra dovessero essere riusciti a manipolare in qualche modo le elezioni della potenza mondiale più forte, allora, come é successo con il doping nello sport, sarebbe un ulteriore segnale che la Russia vuole chiudersi, restare sola e rischiare il collasso totale.

 

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