Alla fine dei giochi é successo per davvero. La prioritaria attitudine del M5S da sempre nel tenere un occhio di riguardo per i ceti meno abbienti in Italia ha permesso di portare a termine un progetto che per molti era inattuabile.
Perché alla fine se si trattava di alimentare e ingrossare sempre più gli stipendi dei parlamentari o integrare i fondi per le macchine blu le finanze si trovavano in fretta e sempre in questo paese. Ma se serviva intervenire per aiutare le persone che realmente avevano bisogno di sostegno economico, non si trovavano mai i soldi.
In questi giorni uno dei punti cardine da sempre in campagna elettorale del Movimento 5 Stelle é diventato realtà, proprio quel reddito di cittadinanza su cui nessuno avrebbe mai scommesso politicamente, a parte le persone che ne avrebbero davvero avuto bisogno.
Ora arriva la seconda fase, altrettanto difficile da gestire, perché il mare di richieste che stanno per piombare presso gli uffici dell’ISEE é indefinibile al momento.
Di certo si sono ipotizzati almeno 1 milione e 200 mila nuclei famigliari per oltre 2,5 milioni di persone, non male come inizio.
Poi possiamo trovare tutti i difetti del mondo, possiamo evidenziare prime pagine di giornali nazionali che sparano contro questa manovra perché ci hanno sempre sparato contro, se poi messa in atto contestualmente al taglio dei finanziamenti ai giornali, per loro diventa una promessa di cambiamento che non vogliono e non possono supportare.
Alla fine, anche di fronte a questa ennesima prova di maturità e concretezza in molti, politicamente prevenuti storcono il naso, gli stessi che non hanno mai creduto al cambiamento in Italia, gli stessi che hanno sempre mangiato nel piatto sporco della politica che li ha preceduti.

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