Alla fine gridare “al lupo, al lupo” potrebbe anche portare conseguenze molto negative.
I media si cibano ormai di terrorismo sapendo che al di là della notizia, l’utenza finale é altissima, con numeri enormi di contatti e di ingressi pubblicitari sui propri spazi web. Inutile negarlo, anche il terrorismo alimenta l’informazione.
Ma utilizzare una possibile situazione di instabilità mentale per archiviarla subito tra le operazioni terroristiche, questo non fa bene all’informazione stessa.
Anzi direi che si tratta di una piaga dell’informazione che andrebbe controllata e gestita molto meglio, mettendo in campo se serve anche sanzioni pesanti per chi ne fa un uso improprio.
Diversi testimoni di ieri del presunto attentato sul tram ad Utrecht hanno dichiarato che le attenzioni dell’uomo erano solo rivolte verso una donna in particolare, che probabilmente conosceva bene. Da quando le minacce si sono fatte pesanti ed é stata estratta una pistola, altri passeggeri hanno provato ad intervenire e l’uomo che già stava perdendo il controllo, ha perso la testa sparando a caso contro tutti.
Ora molti aspetti, sono ancora da chiarire, ma da questa situazione passare ad un’operazione di terrorismo, la strada é molto ma molto lunga.
Oggi la notizia, dopo che sono passate nuove informazioni, é finita in fondo a tutte le news, ieri era la notizia principale per ore, solo perché nel titolo ci hanno messo tutti la parola “terrorismo”.
L’informazione é fatta di verifica delle fonti e doppia verifica delle notizie attraverso fonti alternative ed identificabili.
Diciamo che ieri questa regola se la sono mangiata tutti a pranzo alla faccia degli ascolti ottenuti.
Ma la storia del lupo la sappiamo tutti. A furia di gridarlo senza motivo, arriva il giorno in cui nessuno più ci crede, anche quando dovesse arrivare per davvero…

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