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Semplicemente in una lettera inviata al personale di bordo italiano, la compagnia low cost aveva avvisato che in caso di adesione allo sciopero del prossimo 15 dicembre, aumenti e promozioni sarebbero stati congelati.
Ora a vederla da un lato non sembra una minaccia ma una presa di posizione da parte di una compagnia non italiana che si adegua al mercato italiano ma non al modo italiano ben conosciuto nel mondo di fare comunicazione scioperando. Una vecchia tecnica importata dagli anni malvagi dei sindacati italiani, in cui giravano talmente tanti soldi che tutto andava bene. Adesso invece di soldi non ce ne sono e una compagnia straniera ha visto bene di mettersi le mani davanti.
In Italia si sciopera per i contratti di lavoro troppo spesso, anzi si usa lo sciopero come arma punitiva contro tutti gli altri che usufruiscono di servizi pubblici, per creare volutamente un disagio.
Ufficialmente lo fanno per farsi sentire, per sottolineare la loro protesta. Nella realtà ci rovinano la vita e lo sanno bene, con questo modo di operare fastidioso.
Lo sciopero é un diritto che nessuno può permettersi di toccare… sino a che non colpisce direttamente o indirettamente altre persone.
Non tutti hanno la possibilità di scioperare e coloro che ce l’hanno sono in una posizione di privilegio.
In definitiva, la minaccia é quella di Ryanair che si é stufata degli scioperi che stanno danneggiando l’azienda in primo luogo? Oppure é quella dei dipendenti che minacciano di non far decollare gli aerei causando un grave disagio per tutti i viaggiatori già in possesso dei biglietti?
Difficile trovare un punto logico in enrrambe le direzioni.

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