Proprio come un soldato ferito a morte, proprio come un sopravvissuto ad un evento catastrofico.
La mattina dopo é quella più difficile. Perché si contano le ferite, ci si guarda addosso e dentro e si prova, senza troppa speranza, a cercare di capire se si é ancora vivi.
Ma questa mattina Notre Dame respira ancora, il battito c’é e si sente forte. Lo sentono in Francia e nel resto del mondo. Quel battito che la farà rialzare, lascerà che si prendano cura di lei e la rimetteranno in piedi, esattamente com’era prima dell’incendio che ieri sera e quasi per tutta notte ha lasciato il mondo sbigottito.
Questa mattina il presidente Macron fa sapere che la struttura portante é integra e dunque potrà consentire il restauro e la ricostruzione.
Proprio questo urlano i francesi questa mattina: “rifatela esattamente com’era…”.
Molte delle opere, per qualche miracolosa coincidenza erano via da Parigi per un restauro, l’altare centrale é stato risparmiato insieme alla croce principale.
Nelle operazioni di contenimento dell’incendio purtroppo risulta esserci stato un ferito grave tra i pompieri, ma almeno tutte le persone presenti nel frattempo erano state messe in salvo.
Notre Dame é al tappeto, ma si rialzerà presto perché il suo cuore lo sentono battere in tutto il mondo.

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