Una cifra esorbitante, 2.4 bilioni di dollari di multa, firmata dalla Commissione Europea lo scorso giugno.
I regolatori avevano giustificato la multa riferendo che “posizionare i propri prodotti o servizi tra le prime posizioni del proprio motore di ricerca era un chiaro abuso di potere”.
Ma non era tutto. Nel report si ricordava che il perdurare di questo comportamento commerciale avrebbe portato a nuove sanzioni.
Google si era rifiutata di commentare o di precisare nulla, ha semplicemente deciso di appellarsi alla richiesta di sanzioni dichiarando semplicemente di non esserne d’accordo sotto ogni punto di vista.
A Google é anche stata confermata una data che non é un vero e proprio ultimatum ma poco ci manca.
L’atteggiamento di preferire il posizionamento dei propri prodotti deve terminare entro il 28 settembre 2017 altrimenti scatteranno altre sanzioni.

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