Pensate ad una situazione da codice rosso. In seguito ad un incidente grave il malcapitato si trova a terra in gravi condizioni. La situazione é delicata perché si deve attendere per forza l’arrivo dell’ambulanza che spesso e volentieri causa traffico e non solo ci mette per forza di cose tanto tempo ad arrivare.
In queste situazioni ogni minuto vale un’eternità e ogni 60 secondi le speranze di sopravvivenza del ferito calano drasticamente in una percentuale altissima di insuccessi.
Così ecco entrare in scena i droni. Potrebbero essere sul luogo dell’incidente in pochi minuti, anche quando sarebbe difficile raggiungere il luogo stesso.
Possono trasportare un kit di primo intervento nell’attesa che l’ambulanza sopraggiunga.
Potrebbero davvero fare la differenza in questi minuti fatali.
Ma non é tutto, oltre al kit di primo soccorso potrebbero portare medicinali in zone remote non facilmente raggiungibili in seguito ad eventi naturali e a differenza di un elicottero o due potrebbero esserci 20 droni che portano contemporaneamente medicinali e assistenza immediata.
La risposta é si, i droni da primo intervento potrebbero salvare molte vite.
Qualche ricercatore si é spinto anche oltre.
Si é studiata una situazione di emergenza classica, con un percorso di circ 5 km, e si sono provati 18 diversi interventi di emergenza.
In tutti i casi i droni sono arrivati prima, anche se questo é abbastanza ovvio, ciò che lascia meravigliati é che spesso hanno avuto un margine di intervento superiore ai 10 minuti da quando sono arrivati i droni a quando sarebbero arrivate le ambulanze. In una situazione di massima emergenza la differenza sarebbe enorme e farebbe la differenza per salvare o meno il ferito.

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