by Tommaso Iarri

Perché in definitiva lo sport é anche questo. E’ competizione, sacrificio, voglia di lottare nel rispetto degli avversari.
Battute in conferenza stampa o durante interviste messe in piedi con domande provocatorie.
Lorenzo é un grande campione. Ma nessuno avrebbe mai voluto negarlo.

Ma un campione vive di piccole storie che messe insieme lo distinguono da tanti altri campioni e lo portano a volare sino a che diventa una leggenda.
I fischi ci stanno, possono dare fastidio sportivamente parlando perché in realtà Lorenzo ha vinto senza rubare nulla a nessuno e mettendo in pista solo il suo grande talento.
Fanno male allo sport? Non di più e non di meno del comportamento dello scorso fine campionato da parte di Marquez.
Fanno parte del gioco possiamo confermare.
Quello che fa ancora più male allo sport sono le critiche del giorno dopo mosse da redazioni che vengono sovvenzionate dagli investimenti pubblicitari di una parte di sponsors che pagano proprio Jorge Lorenzo.
Questo uccide lo sport perché si prende la notizia in sé e la si ribalta a proprio interesse e piacimento solo per un valore economico che rende tutto molto triste.
Lorenzo lo scorso campionato lo ha vinto per il suo grande talento e quanto sarebbe bello poterlo giudicare oggi come pilota se non si fosse messo di mezzo Marquez a fare da spartiacque?
Ora, questa sarà sempre la differenza per il pilota della Yamaha, sarà sempre un campione, non sarà mai una leggenda.
I fischi danno fastidio agli sponsors e gli sponsors ieri sera hanno fatto un giro di telefonate nelle varie redazioni dove mettono un sacco di soldi che pagano gli stipendi a coloro che oggi vi hanno fatto trovare articoli manipolati.
Questo é triste. Lorenzo é un pilota straordinario, non merita i fischi, in effetti questo é vero, li meritano gli sponsors che ci spingono a leggere quello che vogliono loro.
Lorenzo merita rispetto, e crediamo sia abbastanza intelligente da usare questi fischi come un punto di forza su cui dimostrare il suo valore.
Poi magari ci sbagliamo. Magari un giorno lo chiameranno leggenda.
Speriamo solo che sia la storia a farlo e non gli sponsors con i loro contratti pubblicitari.

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