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Ieri l’ennesima vittima per mano di un cacciatore e questa volta non é nemmeno un altro cacciatore ma si tratta di un ragazzo di 18 anni di nome Nathan che portava a spasso il suo cane.
Perché il cacciatore é infimo, ignorante e arrogante.
Quando la caccia si apre diventa incontrollabile, perde il senso della ragione e del rispetto, semmai ne ha avuto di rispetto.
Con i cacciatori incontrati in questi giorni oltre ad aver faticato a parlare italiano nonostante fossero tutti di passaporto italiano, abbiamo dovuto alzare la voce e parecchio e non perché avevano le protezioni alle orecchie, ma perché il 70% ha oltre 70 anni.
Ora, dare in mano a persone di oltre 70 anni un’arma letale che poi é quella necessaria alla caccia al cinghiale, é semplicemente assurdo.
Sono gli omoni della domenica, che a casa la moglie fatica a fargli rincorrere le pantofole immaginiamoli a rincorrere un cinghiale nei boschi.
Sono gli uomini più ignoranti, perché il cacciatore é ignorante per natura, altrimenti nel 2018 farebbe altro.
Così le nostre passeggiate autunnali scordiamocele.
Proprio la scorsa settimana, abitando in campagna, ho detto a mia figlia di non andare con sua mamma a fare una passeggiata nei boschi perché giravano i cinghialisti (così amano definirsi per darsi quel tono in più con i loro giubbottini da Rambo).
Ci sarebbe andata con i cani, a divertirsi e a gustarsi la natura. Ieri un ragazzo che avrebbe voluto fare proprio questo ha perso la vita per mano di un ignorante che di fucili, di armi e di caccia non sa niente di niente.
La caccia come attività ricreativa? Per cortesia non fatemi ridere a dire che c’é della cultura in tutto questo. Dunque, come attività ricreativa perché in pausa già alle 10 del mattino si riuniscono e si passano quei bei bicchiaroni di vino o di grappa, così la loro già poca capacità di riconoscere una preda diventa vicina allo zero.
Forse perché le associazioni agricole spingono sulle richiesta di soldi per i terreni rovinati dai cinghiali?
Ma quei soldi arrivano per certo da quello che sappiamo, dunque dove si pone il problema?
E non é finita, se trovate un bosco dove ci sono dei cartelli con “Divieto di caccia” state tranquilli, girate la macchina e andate altrove, perché il cinghialista é proprio li che va a mettersi.
E’ succeso a noi ieri mattina, succede quasi ogni domenica di caccia e anche non di caccia, perché poi i cinghialisti hanno permesso speciali come le forze speciali…
Tra poco sarà il contrario. Noi che andiamo per boschi a farci una passeggiata dovremo avvisare il comune e avere uno speciale permesso perché in quella zona ci sono i cacciatori di cinghiali.
Questo non ha nulla a che vedere con la tradizione, perché poi i cinghiali abbattuti se li spartiscono tra i cacciatori e soprattutto vengono rivenduti ai ristoranti della zona.
Dunque per cortesia, alziamo la voce facciamo chiudere la caccia al cinghiale e pensiamo anche a chiudere la caccia in generale. Di questi soldatini con le pantofole non ne abbiamo bisogno nei nostri boschi.
Autorizziamo delle zone di confinamento per un abbattimento selezionato, ma non selezionato da questi signori della domenica dopo 10 bicchiari di vino rosso!!!
La parte divertente? Che non sono contro la caccia, sono contro l’ignoranza più totale ed il cacciatore di cinghiale “tipo” risponde perfettamente a questo profilo.

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