Bannon, l’ex stratega di Trump ed il caso Cambridge Analytica. Ora tutti si chiedono perché non arrivano risposte concrete e se davvero dobbiamo preoccuparci.
Strano pensare che sino a venerdì scorso, qualsiasi lavoro facessi, qualsiasi sport o studio seguissi, eri come un impestato se non avevi la tua pagina Facebook.
Le frasi più ricorrenti: “Oh mio dio, non hai una pagina Facebook???”, oppure anche “chissà cos’ha da nascondere quello visto che non ha nemmeno  una pagina Facebook…”.

Oggi il trend a distanza di poche ore é ben diverso: “dobbiamo pensare a chiudere le nostre pagine Facebook???”
Come sempre si teme che la giusta posizione sia nel mezzo. Il punto é che gli utenti di Facebook non sanno stare nel mezzo. Vengono assorbiti dal social in maniera totale, come una vera e propria dipendenza.
Non contenti lo utilizzano persino per accedere ad altri social, ad account di altri servizi dove i loro dati ben nascosti, diventano accessibili facilmente.
Davvero qualcuno pensava che tutto fosse gestito da un uomo-macchina nascosto in qualche bunker della California irrintracciabile ed inavvicinabile?
Nulla di più falso.
Qualsiasi transazione, qualsiasi lettera digitiamo in questo momento diventa rintracciabile e decifrabile.
I nostri dati, alla portata di molti, non dico tutti ma molti.
I dati più personali, idem come sopra.
Il punto é che possiamo considerare due possibilità.
Accettare la situazione con qualche rischio che negli anni potrebbe anche aumentare.
Oppure rinunciare a questo passaggio vivendo la fase tecnologica più innovativa degli ultimi 60 anni da primitivi, rinunciando a tutte le enormi comodità che il web offre.
Facebook non gioca con i nostri dati, ma dal momento che li raccoglie in continuazione ne diventa testimone.
Inutile negarlo, come inutile negare che tutte le società legate al gruppo siano in stretta correlazione e condivisione dei dati stessi.
Sapete perché? Perché il social network più famoso e gratuito al mondo, sfrutta proprio i vostri dati per fare numeri che per loro significano servizi nuovi per gli utenti, ma soprattutto soldi.
Basando il proprio successo sugli utenti registrati, come non pensare che i nostri dati potessero essere condivisi? Sarebbe troppo ingenuo.
Dunque non serve cancellare la propria pagina Facebook, magari darsi una regolata nell’utilizzo del social non farebbe male, ma chi siamo noi per suggerirlo?

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