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Si tratta di marchi internazionali come AOL, Oracle, Nissan e Panasonic. Aziende dalla portata mondiale che avrebbero richiesto ed ottenuto libero accesso ai dati degli utenti Facebook.
Gli utenti ovviamete erano ignari di tutto questo e non sapevano di essere in qualche modo “controllati”.
La lista di aziende con questo particolare privilegio é nelle mani di investigatori che stanno cercando di fare luce sulla faccenda, ma rimane la notizia che ancora una volta Facebook ha giocato con la nostra privacy.
Perché alla faccia del rispetto per la privacy delle persone, un sito web deve far presente al momento dell’iscrizione che i dati potrebbero essere gestiti e trasmessi liberamente.
Se questo non avviene si tratta di furto e di violazione della privacy.
Un’accusa molto grave nel giusto contesto per chiunque. Non per Facebook, che nonostante quello che ha fatto e che continua a fare alla faccia della privacy delle persone, rimane aperto e visibile. Una sola risposta alla domanda che ci siamo posti tutti… non lo vogliono oscurare, ci sono troppi interessi economici in ballo e quegli stessi interessi quotati in borsa genererebbero un crollo non solo del titolo Facebook, ma di tutto ciò che é riconducibile a Facebook in termini finanziari.
Zuckerberg si é detto colpevole perché non avrebbe potuto fare altrimenti. Ciò nonostante Facebook é ancora online e aperto. Non solo, ci si può ancora tranquillamente registrare come se niente fosse, perché gli interessi degli azionisti valgono molto di più della privacy di tutti noi.

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