Ieri é stato approvato il tetto massimo di stipendio per i dipendenti Rai: 240 mila euro.
Vogliamo credere che al di sopra dei 100 mila euro l’azienda Rai non debba preoccuparsi delle spese di trasferta dei propri dirigenti…, o mi sbaglio?
Perché se un dirigente da 200 mila euro all’anno usufruisce di un rimborso totale sulle proprie spese e passa le sue trasferte in alberghi mai inferiori ai 4 stelle e viaggia comodamente in business class se non prima classe, allora non abbiamo ottenuto molto.


Dunque sarebbe un pochino come rovesciare una frittata nella padella.
Per anni gli italiani hanno pagato stipendi assurdi a personale altamente inqualificato ed inqualificabile ed oggi che qualcuno vuole far finta di essersene accorto, dopo decenni, é sufficiente che riducano la fetta di ciò che la gente può sapere ed aumentino quello che la gente non vede, per ottenere il medesimo risultato.
Sarebbe opportuno oltre che corretto, in qualità di italiani che pagano tutto questa incapacità, che vi fosse una possibilità di accesso a dati contabili in tempo reale, aggiornati quotidianamente su un sito aperto a chiunque, dove ogni spesa viene conteggiata a carico di un qualsiasi dipendente.
Perché vedete, per esperienza personale, spesso e volentieri, non sono gli stipendi che uccidono i conti, ma sono le spese nascoste che in questo genere di istituzioni come la nostra cara Rai, fanno la differenza.
Carte di credito aziendali e vouchers oltre che rimborsi di scontrini di ristoranti e persino dei caffè, non sono conteggiati negli stipendi dirigenziali e nessuno ce lo fa sapere.
Ma questi “hidden costs” (costi nascosti) ammazzano l’economia aziendale.
Non é il caso della Rai perché nonostante l’incapacità ed i conti in rosso perenne, continuando ad alimentarsi con il contributo non molto volontario dei cittadini italiani, dunque non potrà mai chiudere.
Ma, che bella la notizia che hanno tagliato gli stipendi dei dirigenti…

ed i costi, cosa ci dite dei costi?
cosa costa uno dei vostri dirigenti alle spese Rai?
Perché vedete, l’operaio che stamattina prende la macchina e viaggia per 20 km per andare al lavoro si paga il gasolio e il panino per la pausa di mezzogiorno e questo mese non si beve la coca cola perché ci sono da pagare i libri dei figli.
La moglie che porta a scuola i figli per poi correre al lavoro, si prende un caffè dai distributori automatici in ufficio e paga la chiavetta per il credito e non appena finisce il credito non può più bere il caffè.
E mentre il marito operaio prende forse 1200 euro al mese e lei ne prende altrettanti, alla fine del mese devono togliere dai loro ingressi le spese del gasolio, dei caffè e di molte altre cose che sono costretti ad affrontare e sostenere per andare al lavoro.
Si chiama economia di base, fatta di segni più e segni meno.
Non facciamoci infinocchiare anche su questo, non permettiamoglielo.

 

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