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Diciamolo subito. Aperta a tutti.
Gratuita, perché l’informazione deve essere gratuita e alla portata di tutti. Le fonti di guadagno devono provenire dalla pubblicità e non dai lettori.
Chiunque a partire dalle ore 18:00 del 4 Giugno 2018 può registrarsi, loggarsi e caricare il proprio articolo, piuttosto che le proprie immagini o video.
Questo il primo passo, studiato ancora 6 anni fa dai nostri uffici di Londra e lanciato 5 anni fa dal sito editorialaitaliano.it
Perché alla fine questo era proprio quello che volevamo fare.
Contrastare il declino irreversibile di un mercato editoriale in mano a grandi imprenditori che controllano e limitano l’informazione stessa.
Alimentare il progetto di una piattaforma editoriale che permettesse a chiunque di fare informazione in maniera trasparente ed in tempo reale all’inizio, senza fondi, era pura utopia.
Questo giornale vive senza contributi governativi e mai ne vorrebbe riceverne.
Abbiamo creato una piattaforma editoriale dove poter condividere news in tempo reale senza filtri e senza censure.
Ovviamente tutto il materiale caricato passa dalle nostre redazioni di Roma, Milano e Torino che ne controllano i contenuti.
Saranno sempre vietati articoli o immagini considerati offensivi o intimidatori e dopo 3 segnalazioni saranno chiusi gli accounts dei responsabili.
Senza un’associazione di categoria obsoleta e simil-casta che ha aiutato a nascondere l’informazione vera nel nostro Paese per decenni.
Abbiamo creato il nostro giornale, la nostra piattaforma e la nostra associazione di giornalisti indipendenti.  Dopo almeno una decina di articoli, gallerie o video pubblicati ci si può registrare (solo se lo si desidera, non é obbligatorio farlo per scrivere su Editoriale Italiano) e ricevere di diritto, versando un contributo associativo, la Press Card del nostro giornale.
Abbiamo pensato a tutto e persino agli stipendi e ai soldi.
Il giornalismo indipendente vive di pubblicità e se i primi 6 mesi saranno di studio con collaborazioni gratuite, dal sesto mese si prevede di alimentare un contatore su ogni articolo, che misurerà il numero di lettori, di condivisioni sui socials e di commenti che genererenno un valore economico simile a quello di Google AdSense per intenderci che permetterà a tutti coloro che avrenno pubblicato sulla piattaforma di ricavarne un vero e proprio stipendio.
Questo alla faccia delle redazioni che chiudono e dei giornalisti che vengono lasciati per strada da imprenditori che non sanno nulla di editoria ai quali non gliene può fregare meno di niente di chiudere testate storiche e lasciare in braghe di tela collaboratori e famiglie intere.
L’editoria italiana può cambiare ed il modo di fare giornalismo può adeguarsi di conseguenza.
Alla fine, ridotti i costi di non dover andare ogni giorno in redazione e lavorando con quasi tutti i collaboratori in smart working, i guadagni sarebbero più abbondanti per tutti.
Alla fine non importa se scrivete su di un giornale di sinistra o di destra, piuttosto che su l’Unità o sul Mattino, alla fine potrete dempre distribuire i vostri articoli e lasciare, come é giusto che sia, al lettore la facoltà di leggerli oppure no.
Il rovescio della medaglia c’é, inutile negarlo. Scrivere in questo modo, senza stipendio fisso, permette di guadagnare molto di più di un normale stipendio per chi é davvero bravo, ma permette di non guadagnare nemmeno da pagarsi le spese della corrente per chi per anni ha frequentato le redazioni a scrocco. I furbi e i fannulloni purtroppo non vivono con lo smart working.
A voi tutti, grazie anche solo per aver letto queste righe e buon lavoro.

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