Lasciateci questa libertà di scelta. Almeno questo. Perché vedete, in questi giorni ne abbiamo sentite tante da una parte e dall’altra. Chi vuole una giuria popolare per identificare e controllare le notizie e chi dall’altra parte dice che il giudice sono solo i lettori finali.


Ora, per quanto possiamo sembrare ripetitivi, la giuria popolare non servirebbe se tutti i direttori si assumessero le responsabilità che dovrebbero competere loro.
Ovvero scrivo News false, sapendo di farlo, domani mattina lascio la poltrona ad un altro, lascio lo stipendio sul tavolo e chiedo anche scusa pubblicamente prima di andarmene.
Scrivo notizie false non sapendo di farlo, posso essere giustificato per una, due o forse anche tre volte. Ma poi devo lasciare la poltrona che sto occupando.
Tutto molto semplice e diretto.
I giornali devono pagare dei collaboratori che devono verificare le notizie prima che vengano pubblicate. Non serve che questo ricada sui cittadini e sulle tasche dei cittadini.

Sull’altra sponda c’é chi dice che i giudici sono i lettori di tutti i giorni. Dunque da tempo questo stesso direttore sa bene che senza il contributo governativo lui oggi non sarebbe più in grado di scrivere nemmeno una riga di testo per il suo giornale perché gli avrebbero già staccato anche la corrente elettrica alla redazione.
Viene sottolineato che il 77esimo posto nella libertà di stampa proviene da altri fattori…???
Ci piacerebbe a tutti sapere quali, se trovassero il tempo per insegnarci questo passaggio, gliene saremmo davvero grati.
Al momento sappiamo che libertà di stampa significa trasparenza e verità, niente altro e mi dispiace, ma fatico a trovare testate nazionali con questi requisiti.
Dunque mi viene spontanea una provocazione.
La stampa italiana negli ultimi 15 anni ha perso il 45% dei lettori, la carta stampata é alla fine da anni e la stanno solo trascinando perché tanti anni fa gli imbecilli che gestivano le case editrici in Italia sottoscrivevano contratti di fornitura con cartiere e società di distribuzione che erano contratti a vita… 15 anni fa si sapeva già che stava arrivando il digitale che avrebbe cambiato il mercato editoriale, ma loro erano troppo occupati a non fare il lavoro che non sapevano in effetti fare.
Dunque oggi si alimenta un settore ed un mercato che sono fallimentari solo a causa dell’incapacità gestionale di alcuni dirigenti?
Certo che nessuno punta il dito sui giornalisti.
Per uno stipendio e per pagare le rate del mutuo in molti scriverebbero quello che il padrone gli dice di scrivere… ecco dove si misura la libertà di stampa.
Da domani, come buon proposito per il 2017, smettiamola di comprare i loro giornali, soprattutto quelli stampati, usiamo internet per informarci e possibilmente togliamo questo benedetto fondo governativo all’editoria.
Perché vedete, io sono anni che ho smesso di acquistare i loro giornali, ed insieme a me migliaia di persone hanno fatto lo stesso, dunque io dovrei essere il giudice, come diceva un direttore nei giorni scorsi.
Ebbene se io smetto di alimentarvi come ho fatto e voi mi prendete a forza i soldi dalle mie tasche, gentile direttore, come facciamo a confrontarci con lei e con le sue parole?
Anzi, le sue parole che mettono i sistema sulla difensiva in maniera arrogante, confermano e certificano il motivo per cui siamo al 77esimo posto nella classifica sulla libertà di stampa.

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