Questa volta l’Italia ha deciso di andare a votare.
Ha deciso di dire la sua e di alzare la voce.
Lo abbiamo detto per anni, lo dicevamo anche quando hanno assegnato a Renzi il posto più alto di Governo: “se l’Italia un giorno invece di contestare non andando a votare decidesse di votare proprio per quello in cui crede, le cose cambierebbero in questo Paese”.


Credo che ancora vi sia uno sbilancio di qualche punto, ovvero mi aspetto più realisticamente un 70% di persone che vogliono cambiare ed un 30% di vecchia guardia tra cui dipendenti statali, giornalisti di grossi gruppi editoriali in mano a politici e grossi imprenditori, bancari e politicanti.
Qui non si tratta di partiti politici o di scelte politiche, si tratta di voler non condividere la posizione di un Governo che ha stufato.
La politica in Italia ci ha esasperato, le mosse degli ultimi anni, per quanto a volte illegittime e tutelate o garantite da Presidenti della Repubblica consenzienti e di parte, non erano la voce del popolo, la voce vera degli italiani.
Perché poi alla fine, dottori o operai, noi siamo il popolo.
L’ultima scodata di 1000 giorni fa ha portato un esponente delle banche italiane a mettersi nel mezzo per tutelare i loro interessi, non certo i nostri.
Oggi l’Italia grida che vuole cambiare e chiede a gran voce di farlo in fretta.
Da oggi gli italiani sognano un Paese libero, da oggi hanno capito che possono cambiare, forse anche un pò sulla spinta dell’effetto Trump in America.
Da oggi l’Italia si risveglia con il profumo del cambiamento nell’aria.
Non possono più inventarci nulla.

Da oggi gli italiani sognano le centrali rischi per i direttori di banca ed i bancari che tutti i giorni frodano i correntisti e prima di darti una carta di credito da 1.300 euro ti chiedono in garanzia una casa da 200.000 euro.
Da oggi gli italiani sognano un’informazione libera e trasparente a cui si tolgano con effetto immediato tutti i contributi a fondo perso pagati con le nostre tasse a favore dell’editoria italiana.
Entro la primavera chiuderebbero il 90% dei giornali italiani.

Da oggi si può lasciar fallire Alitalia e la si smantella se deve servire, magari ricreando una compagnia di bandiera meno politicamente corrotta.
Si tolgono gli stipendi a vita ai politici e possiamo sognare di sequestrare a politici e direttori le loro case e i loro patrimoni, visto che per anni le famiglie in difficoltà con la prima casa, se non pagavano l’ultima rata del mutuo, dopo anni di sacrifici, venivano sfrattati e buttati fuori dalle banche stesse.
Da oggi facciamo una crif (centrale rischi che ci fanno per dire se siamo o no persone per bene, affidabili per banche e società finanziarie), ma la facciamo noi con i nomi dei direttori di banca e dei bancari, e controlliamo noi prima di decidere se mettere i soldi in una banca o meno, e pretendiamo di sapere da chi e come vengono gestiti i nostri soldi.
Da oggi lasciamo chiudere Banca Etruria e MPS, e facciamo in modo che i dirigenti che hanno rubato possano non passarla liscia.
Da oggi cambiamo il Paese, andiamo pure a nuove elezioni, perché vedete, se negli ultimi anni hanno provato a tenere il 60% degli italiani come a Cuba, auto-nominando capi di Governo e Presidenti della Repubblica, da oggi possiamo votare che li vogliamo mandare tutti a casa.

Da oggi, se serve, che si fotta anche l’Europa, che al momento sembra sempre più una vecchia puttana in cerca di clienti, non corriamo l’errore di pensare che gli inglesi siano proprio scemi se hanno deciso di votare per la Brexit.
Da oggi se serve, alziamo gli occhi al cielo e pretendiamo quello che ci spetta di diritto.
Sto sognando ad occhi aperti, e credetemi non lo faccio pensando ad un partito politico o ad un altro.
Semplicemente da oggi sono orgoglioso di essere italiano e che l’Italia come me ha una gran voglia di cambiare o quanto meno di poter decidere.
Sapevamo che questo giorno sarebbe arrivato.
Ora gustiamoci il momento e seppur di fronte a tanti errori che faremo ancora tutti noi, rimbocchiamoci le maniche e cominciamo a riprenderci il nostro Paese.

E’ arrivato il momento di cambiare, buongiorno Italia, quanto sei bella questa mattina.

 

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