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Da Manila come da ogni parte delle Filippine arrivano sempre più testimonianze di atteggiamenti che ledono i diritti umani, le accuse riguardano ancora una volta il presidente Duerte.
L’accusa é grave perché sembra che il presidente abbia incoraggiato le sue truppe a sparare nei genitali di tutte le donne facenti parte dei gruppi di ribellione comunisti.
Qualcosa di inaudito ed inaccettabile, che per quanto di posizioni contrapposte, per quanto in una situazione da guerra civile, non può essere accettato come l’atteggiamento di un presidente che non può e non deve mai violare nemmeno a parola i diritti umani.
Il pericolo maggiore é che queste prese di posizione possano innescare una violenza sessuale “autorizzata” cui già abbiamo assistito in troppe guerre civili.
Ma se Duerte non é nuovo con queste esternazioni, lui ammette persino di avere anche un modo un pò rozzo di condurre il Paese, aggiungendo alla fine “purtroppo però io sono quello che ha vinto le elezioni…”

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