Un malato di mente esaltato ha aggredito, sequestrato e violentato per ore una dottoressa mentre stava svolgendo il suo lavoro nell’ambulatorio di Trecastagni a Catania.
Secondo le prime indagini sembra che l’assalitore, Alfio Cardillo, 26 anni, operaio, con precedenti alle spalle per maltrattamenti, sarebbe entrato in ambulatorio nella notte tra lunedì e martedì dicendo di avere necessità di cure.
Una volta entrato ha rotto il telefono e disattivato il pulsante di allarme per impedire che la dottoressa potesse dare l’allarme.
Cardillo si sarebbe comportato da matto furioso, danneggiando ogni cosa, e violentando più volte la dottoressa. Tutto sino a che lei é riuscita a divincolarsi e ad urlare.
Le urla hanno svegliato una donna che abita vicino all’ambulatorio che ha svegliato il marito e avvisato le forze dell’ordine.
All’arrivo dei carabinieri, il depravato Cardillo ha tentato la fuga seminudo, ma é stato bloccato ed arrestato.
La situazione si sta facendo insopportabile da molto tempo.
Chi sta da questa paerte del racconto é portato per professionalità a riportare i fatti, ma é difficile continuare a riportare gli stessi fatti, per quanto in luoghi e situazioni differenti, senza sapere che da parte di uno Stato moderno debba esistere una condanna all’altezza della gravità del fatto compiuto.
La castrazione chimica dovrebbe essere approvata subito e dovrebbe essere riportata sulla carta d’identità dei soggetti che hanno compiuto atti di questo genere.
Non possiamo accettare che tutto questo sia preso sotto gamba.

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