Perché alla fine si poteva anche pensare al peggio. Ad esempio ad intrighi internazionali, ad inciuci in stile soap opera. Alla fine invece tutto si é risolto per il peggio, che in questo caso si é travestito da meglio per evitare l’ira dei tifosi.
Nulla di male, é il calcio moderno che nelle sue regole sante scrive, credi al dio denaro prima ancora che nel colore della maglia.
Nessuna polemica o contestazione. Poi per 6 milioni di euro l’anno la maglia del Milan la bacerei anche io se fosse necessario. Forse me ne basterebbero 3 a dire il vero. Ma non facciamolo sapere in giro.
Dunque con una clausola che solo un top club europeo potrebbe permettersi, Donnarumma ed il suo agente hanno ritrovato l’amore perso per i colori del rosso e del nero.
Nulla di male, se non si fosse quanto meno dovuto mediaticizzare tutto nel modo in cui é stata gestita la sitiazione negli ultimi mesi.
Ma se da un lato i media non si sono tirati indietro, chi ha gestito la trattativa ha persino enfatizzato e sfruttato la situazione mediatica.
Dunque va bene questa soluzione che questa volta non ha visto l’intervento di hackers esterni, ma nessuno ormai se la beve più.
Un solo dubbio: “ma questi signori che gestiscono il calcio dal di fuori, che ne controllano spostamenti di denaro enormi, non vi ricordano un film di Benigni che impersonava un certo Johnny Stecchino, che non sapeva nemmeno parlare ma che aveva il controllo… Ministro… urlava Johnny”.
In questo modo si rischia solo di ridicolizzare uno sport nobile come il calcio, di renderlo merce di scambio e scuola di vincenti, o meglio perdenti travestiti da vincenti.

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