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Decine di mogli di combattenti dell’ISIS sono state condannate a morte in Iraq quale forma di vendetta da parte del paese nei confronti dell’occupazione dei jihadisti durata oltre 3 anni.
Alcune di loro si sono difese dichiarando che loro stesse sono vittime di uomini che le costringevano ad essere le loro mogli.
A tutte loro sono stati concessi 10 minuti per la propria personale difesa in cui potevano supplicare di essere risparmiate.
Alcune di loro non hanno portato in aula alcun rispetto verso il sistema giudiziario iracheno e i giudici stessi, ma la maggior parte di loro che si dichiarano innocenti sono abbandonate al loro destino.
Una cittadina francese di nome Djamila Boutoutao di 29 anni ha dichiarato che pensava di aver sposato un rapper sino al giorno in cui sono andati in Turchia per una vacanza dove ha scoperto che il marito era un jihadista e non ha più potuto scappare.
Un’altra ha detto di essere una vittima, che il marito la picchiava e la rinchiudeva in una camera buia quando lai decidva di non seguirlo.
Per 40 donne c’é già stato un verdetto di condanna a morte.
Molte di loro sono vedove o comunque non sanno nemmeno più dove si trovano i loro mariti.

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