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Tanta storia, che spesso é diventata leggenda, tanto calcio che spesso ha insegnato al mondo come si gioca al pallone.
Sono bastati pochi mesi di gestione di questo signore, Li Yonghong, per mandare tutto o quasi al macero.
Così si rovina il nome di un club che ha fatto la storia del calcio mondiale e questo da italiani non possiamo permetterlo.
Tutto per soldi, come é giusto che sia, come tutti possiamo comprendere, ma alla fine quando i conti non tornano, qualcuno deve metterci la faccia e prendersi le proprie responsabilità.
Perché comprare il Milan non era un’operazione paragonabile a quella di comprare una pizzeria, anche se alla fine la gestione imprenditoriale segue la stessa strada.
Ci vuole, come in tutte le storie di successo, passione e dedizione.
Se poi l’azienda é una squadra di calcio, peggio ancora, ci si deve mettere l’anima.
Così in poche ore é stata rifiutata l’offerta di Rocco Commisso, provata e non portata a termine la trattativa disperata con Dmitrij Rybolovlev; adesso Elliott, il fondo che ha coperto le spalle per Li in tutti questi mesi, si prende il Milan, che era stato messo a garanzia per 303 milioni.
I tempi, potrebbero essere brevissimi e lo speriamo bene a questo punto.
Perché va portato rispetto al nome, alla storia e al significato del nome Milan.
Se poi magari questa volta ci metteranno a gestire la squadra persone competenti, non sarebbe male, sarebbe un passo in avanti rispetto agli ultimi 18 mesi.

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