I macchinari che tengono in vita Charlie Gard domani saranno spenti.
La sua rara malattia é incurabile e lui sta soffrendo troppo. Ai genitori lo hanno annunciato i sanitari dopo che la Corte Europea dei diritti umani ha esaminato le carte e ha emesso il suo verdetto.
“E’ giusto così” ho visto scritto quest’oggi. “Non si può far soffrire un bimbo in quel modo” ho visto su altri magazines britannici.
E’ giusto parlarne, non é giusto per niente giudicare.
Non esiste un genitore sano di mente a questo mondo che staccherebbe la spina al proprio figlio. Nemmeno se fosse dio in persona a chiederglielo. Perché non esiste condanna peggiore per un padre e una madre di veder morire il proprio figlio e non poter fare nulla per evitarlo.
Dunque smettiamola di sapere persino il livello di dolore che Charlie sta provando. Smettiamola di riempirci la bocca di idiozie e masturbarci la mente con maledette dosi di perbenismo. E mentre lo facciamo, molti di noi hanno bisogno di nascondersi dietro al nome di un dio che al momento prefereribebbe essere altrove piuttosto che rispondere alle loro chiamate, perché le risposte non le ha nemmeno lui.
Non é egoismo, Charlie soffre, nessuno lo mette in dubbio, ma tutti noi valuteremmo le cure sperimentali, le opzioni, le alternative perché la vita é il dono più grande che ci hanno regalato e Charlie ne sa qualcosa perché sino ad oggi non si é arreso nemmeno per un istante.
Alla faccia di quelli che stasera si sono messi ad urlare per la gomma bucata, per l’aumento della benzina, per la moglie infedele o per non aver vinto al superenalotto.
La felicità la stiamo vivendo adesso, ovunque siamo, con qualsiasi condizione meteo e con chiunque abbiamo voglia di condividerla, perché la felicità più grande non é vicino a noi ma dentro di noi e si chiama vita.
Il resto, tutte stronzate inventate per trasformare la nostra esistenza in una processione spirituale.
Dunque Charlie domani prenderà la sua strada, come padre fosse mio figlio ci penserei seriamente a prenderlo per mano e comprare lo stesso biglietto di sola andata perché i figli sono la vita e senza di loro nulla avrebbe più senso.
Come padre farei tutto quello che i genitori di Charlie hanno fatto.
La vita, per quanto banale, vale la pena viverla. Charlie a soli 10 mesi lo ha già capito. Noi stupidi egoisti siamo diventati grandi dando troppo spesso tutto quanto per scontato.
Permettetemi di dire a me stesso che questo é l’errore più grande della mia vita, dare per scontato che la vita esiste.

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