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Sono finiti i tempi in cui i nostri nonni e padri difendevano le loro aziende o le loro botteghe con l’anima oltre che con il duro lavoro.
La bottega o l’azienda di famiglia era parte della famiglia perché permetteva di mangiare e pagare le bollette.
Persino i dipendenti erano considerati parte integrante del valore esteso di famiglia.
Oggi invece la tendenza più “cool” come direbbero gli americani é invece quella di vendere agli stranieri.
Così dai cinesi che si prendono i bar e i ristoranti siamo passati a quelli con il portafoglio più pieno che si sono presi le squadre di calcio, per finire agli americani passando dagli arabi.
Con tutto il rispetto sappiamo bene che i soldi comandano il gioco, solo un pazzo rinuncerebbe a tanti soldi.
in un periodo storico in cui le banche non concedono più nulla e quel poco se lo fanno supervalutare ecco dunque che le offerte che arrivano dall’estero sono la soluzione migliore.
Tutti noi venderemmo nelle stesse condizioni, ma ciò non toglie che l’amaro in bocca, per chi vive dal di fuori questo passaggio inevitabile, resta.
Candy passa ai cinesi negli stessi giorni in cui Versace passa agli americani.
Pura coincidenza che regala un enorme valore all’imprenditoria italiana e nel contempo le ruba l’anima sottraendole anche probabilmente la storia.
Si spera solo che le produzioni non passino all’estero altrimenti ai nostri giovani, vendute le ultime pizzerie, cosa resta da valorizzare del made in Italy?

 

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