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Quando l’amministratore delegato di Hachette é uscito allo scoperto con un’affermazione alquanto inutile, tutti si sono chiesti, almeno tutti coloro che lavorano in ambito editoriale, in che mondo vive questo signore.
Perché sebbene la tua compagnia soffre enormemente di spese dovute a contratti vecchi di decenni che impongono di andare in stampa con soci stampatori che tengono voi e le vostre azioni per le parti intime, non si capisce il senso di giudicare “stupido” qualcosa che la maggior parte delle persone utilizza e ama.
Personalmente la maggior parte delle persone che conosco legge ebooks, nonostante nessuno possa negare il fascino di un libro stampato.
Dunque dare dello stupido ad un mezzo di distribuzione usato dal 60% delle persone significa dare dello stupido anche alle persone che utilizzano questo veicolo.
E questo infastidisce e non solo gli addetti ai lavori.
Riconoscere le colpe del settore editoriale significa comprenderne appieno le potenzialità adattate di volta in volta al periodo storico in cui si vive.
Il libro su carta stampata sarà sempre il più affascinante, ma gli ebooks hanno invaso la nostra vita a pieno merito, perché dovremmo negarlo o fare finta di non averlo notato?
Noi non abbiamo contratti con stampatori che detengono grosse fette delle nostre azioni, dunque non ci sentiamo così stupidi da dichiarare pubblicamente che gli altri lo sono.
“Stupido é chi lo stupido fa” diceva un certo Forrest Gump.

 

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