Solo per poterci organizzare. Perché da una parte abbiamo un’Europa che ci prende per i fondelli con la questione profughi. Dall’altra vediamo il nuovo Presidente americano che chiude le frontiere per almeno 3 mesi e vieta l’ingresso nel Paese a chiunque provenga da uno dei Paesi inseriti nella lista nera dell’anti-terrorismo.
Noi nel mezzo, da un punto di vista umanitario, abbracciamo con orgoglio il lavoro dei nostri operatori che salvano vite umane ogni giorno lungo le nostre frontiere.
E questa volta la verità non sta nemmeno nel mezzo.
Se Inghilterra e Stati Uniti hanno deciso di chiudersi ancora di più snobbando qualsiasi esigenza di carattere umanitario, allora siamo sulla strada sbagliata.
Perché se noi domani facciamo lo stesso con il made in Italy, ne potremmo avere abbastanza di risanare la situazione del Paese intero. Semplicemente limitando al minimo le importazioni da queste Paesi e triplicando i costi dei nostri prodotti, permettendo a Dolce e Gabbana piuttosto che Armani di produrre solo in Italia, in fabbriche Italiane e con manovalanza italiana ben pagata grazie ad una tassazione più giusta.
Allora, visto che queste nazioni, che sino a ieri giudicavano pericoloso l’atteggiamento sovietico di chiudersi, ed oggi stanno seguendo la stessa strada, potremmo rivalutare anche noi un’uscita dall’Europa, potremmo imporre a Marchionne e Co di non fare la facce di bronzo al fianco di Trump e riportare la produzione Fiat in Italia solamente negli stabilimenti di Torino e di Napoli ridando da lavorare a migliaia di famiglie.
Se davvero é così facile, diteci solo cosa farne dei barconi di migranti… gli dobbiamo sparare a vista? li dobbiamo affondare? li dobbiamo semplicemente lasciare in balia delle onde? diteci come funziona, perché a noi questo nuovo mondo non piace mica tanto sapete.

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