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Ovvio il riferimento al gesto di Mourinho al termine di Juventus – Manchester di mercoledì scorso. Ma come spesso accade, Carlo Ancelotti con stile sdrammatizza e cerca di fare chiarezza.
La tendenza tipicamente italiana di passare le partite ad insultare avversari o allenatori perdendosi il gusto della partita stessa é qualcosa di conclamato, infantile e demenziale per certi versi.
Purtroppo se ne fanno i conti quando a fare i tifo per la stessa squadra ci si ritrova seduti di fianco a perfetti imbecilli che vanno allo stadio solo per sfogare le loro rabbie represse… magari quelle trasmesse dalla moglie che vuole che indossino le pantofole quando entrano in casa ed é appena stata messa la cera ai pavimenti.
Alla fine Ancelotti ha ragione anche questa volta.
Poi, se per oltre 20 milioni di euro vogliono farci fare un tour di stadi italiani in cui veniamo insulati per 90 minuti e magari anche per i supplementari, credo che la maggior parte di noi accetterebbe… resta pur sempre la consapevolezza che quello stipendio Mourinho se lo sia meritato con la carriera dunque vanno comunque condannati gli insulti ancor prima del suo gesto.
Anche perché alla fine alcuni hanno colpito la sua famiglia e questo genera un degrado sportivo ignorante che rende le sfaccettature del calcio talvolta miserabili.
L’impressione é che se ne andrà avanti per anni a parlarne del gesto di Mourinho, mentre degli insulti si é portati in Italia a non darne conto.

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