Perché di questi accordi ne abbiamo visti almeno 10 negli ultimi 10 anni. I piloti si decurtano lo stipendio del 8% invece che del 30%. Gli esuberi passano da oltre 1.300 a circa 980.
Cosa é cambiato ci chiediamo tutti? Nulla rispondiamo noi, come tutte le altre volte. Perché i sindacati in Italia sono stati la rovina delle imprese e lo resteranno se non cambiano il metodo di gestione del proprio operato.
I piloti non dovevano avere alternative di percentuali. Doveva essere: o così o andate pure in un’altra compagnia e ripartite da zero con uno stipendio che sarebbe intorno al 50% di quello di oggi.
Gli esuberi: o così oppure sempre così.
Quando un’azienda non funzione perché ha costi troppo alti, si devono evidenziare i punti da tagliare e spesso non é detto che siano stipendi o numero di dipendenti, ma andatelo a spiagere ai sindacati.
Invece sono anni che con il cambio delle stagioni cambiano i programmi dei sindacati sulla compagnia più fallimentare d’Italia, Rai a parte.
La compagnia che ha saputo accumulare negli ultimi 30 anni tanto di quel debito che avremmo risanato l’intero ceto povero del nostro Paese.
Ma quando la situazione arriva al limite… interviene il Governo che non vuole far fallire la compagnia di bandiera.
Poi su mandato del Governo intervengono i sindacati e nel giro di qualche settimana a far finta di discutere seriamente se ne escono con accordi ancora più fallimentari dei precedenti.
Nella situazione attuale tra 6 mesi siamo di nuovo al punto di oggi, anzi peggio perché nel frattempo altri 6 mesi di debiti si saranno accumulati.
Alitalia é fallimentare per una serie di costi insostenibili. O si tagliano immediatamente quei costi oppure non si uscirà mai da questa situazione.
Ma se qualcuno in Italia questi costi non li vuole tagliare, noi possiamo solo raccontarvelo, non abbiamo alcuna possibilità di intervento.
Ci infastidiva solo che oggi i titoloni erano a favore di un sindacato che non ha ottenuto niente, ha solo rimandato il problema che quando si ripresenterà sarà ancora più grande.

Leave a Reply

Your email address will not be published.

Skip to toolbar