L’informazione italiana ha toccato il fondo da tempo. Se domani togliessimo i contributi all’editoria che di tasca nostra alimentano queste voci di partito, chiuderebbero il 95% delle testate in italia.
Tra queste, molte situazioni indiscutibilmente di parte, portavoci di campagne elettorali.
Fermiamo subito il contributo governativo agli editori, destiniamo gli stessi soldi alle famiglie nel nostro Paese che faticano ad arrivare a fine mese e non hanno nulla da mangiare.
La stoccata di ieri di Libero non é oltraggiosa come molti hanno indicato.
Perché vedete, a parte i “costretti” politicamente, nessuno compra questo giornale. Persino i suoi stessi collaboratori se non gliele regalano le copie non pagano per comprarle.
Questo é l’esempio dell’informazione a ritroso, vecchia, incapace di adeguarsi ai tempi e politicamente scorretta, che svanisce in un batter di click con il nostro mouse drammaticamente e perennemente smentita dal web.
Pianificata a tavolino da importanti imprenditori che necessitano di avere queste voci politiche sui lettori.
Il punto é che la loro ignoranza non permette di considerare che la gente, grazie al web non sa nemmeno che esistono.
Dunque sappiamo bene che lo pensiamo tutti ma nessuno muove un dito in questa direzione.
Il finanziamento va interrotto con effetto immediato e tra 90 giorni contiamo le testate che hanno chiuso.
Luigi Di Maio ha solo sbagliato il modo, e questo appunto deve concedermelo, inutile portare dal capo mafia la lista degli scugnizzi che a suon di soldoni scrivono quello che gli viene chiesto di scrivere.
La realtà é che bisogna resettare tutto. Azzerare ogni situazione e ripartire. Con persone competenti, e credetemi anche in Italia ce ne sono tante. Con persone volenterose. Non importa se iscritte ad un albo massonico corrotto, personalmente sono convinto che in molti preferiscono non avere la stessa tessera associativa di Luciano Moggi.
Responsabilizzando chiunque per quello che scrive. Lasciando spazio all’informazione vera e trasparente.
Prendendo a calci nel sedere coloro che pensano che un congiuntivo di un politico sia più una notizia da prima pagina di uno dei loro stessi soci cha per l’ennesima volta é stato condannato per frode fiscale.
Abbiamo fame di informazione, ma di quella vera e pulita, che valuta la fonte e non é mai di parte.
Abbiamo fame di libertà di informazione e se in questo momento é solo il web in grado di darla, facciamo in modo che tutto il resto possa chiudere domattina.
Non preoccupiamoci dei dipendenti, i migliori non subiranno nulla, spariranno solo i lavativi e gli incapaci.
L’informazione in Italia é corrotta, perché la massa la tieni sotto controllo proprio controllando le notizie, come ai tempi del Duce.
L’informazione in Italia non esiste, quella che si traveste da informazione é una rappresentazione distorta di una realtà imprenditoriale politicamente scorretta.
E’ arrivato il momento di lasciare la libertà di informazione nelle mani degli italiani, togliendola ad un sistema corrotto e mafioso che non informa, manipola.
Dunque non capisco il problema, l’arroganza di molti che ribattono queste mie parole.
No, preferisco non avere la stessa tessera che ha il direttore di Libero.
No, non chiedo alcun contributo governativo. Se i conti non quadrano é meglio chiudere e lasciare che altri più bravi possano andare avanti.
Si, potrei andare a firmare oggi se mi venisse chiesto. Vorrei che il contributo all’informazione possa essere utilizzato per altre necessità più urgenti, invece di alimentare voci stonate ed irriverenti.
Si, faccio parte di un’associazione giornalistica indipendente che lotta per la libertà di stampa. Dove non servono esami vecchi e inutili che certificano solo la capacità di potersi adattare a scrivere ciò che vogliono che tu scriva.
Togliamo il contributo all’editoria, sta solo alimentando un’informazione corrotta e inutile.
Inoltre, dati alla mano, scusate se lo faccio presente, non li legge più nessuno questi giornali e hanno bisogno di queste sparate per attirare l’attenzione in stile Oliviero Toscani ai tempi d’oro di Benetton, con la differenza che i maglioni di Benetton erano davvero di qualità e li vendeva in tutto il mondo, i giornali italiani domani dichiarerebbero fallimento perché s.ono di bassissima qualità e questo il lettore lo sa bene.
E’ vero in questo modo da ieri alcuni sanno che esiste anche un giornale che si chiama Libero, ma questa mattina credetemi, se lo sono già dimenticato.
Perché vedete, tolti amici e parenti, tolti i circoli politici che sono corstretti a comprarne delle copie, vendono davvero da non pagare nemmeno le bollette della luce, figuriamoci gli stipendi.
Dunque perché dovremmo pagarglieli noi con i nostri soldi?

 

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