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Probabilmente il rischio di tutta questa operazione scientifica é che si possano trovare tracce di DNA che possano condurre ad una specie di mostro di Loch Ness.
Probabilmente il rischio é che trovando tracce non corrispondenti ad un presunto mostro di Loch Ness si smonterebbe una teoria che ha alimentato nel bene e nel male una leggenda straordinaria ed affascinante.
Qualcuno pensa che sia arrivato il momento di mettere da parte le teorie e le leggende e lasciare che la scienza possa fare il suo corso.
Ma se non fosse l’uomo a portare la scienza in quel lago la scienza non si preoccuperebbe di smontare leggende.
Dunque la necessità dell’uomo di avere il controllo di tutto ha spinto alcuni ricercatori a verificare l’esistenza di “Nessie”.
A capo di un team internazionale é stato nominato uno scienziato neo-zelandese che coordinerà a partire da giugno le operazioni di prelievo di DNA a diverse profondità e in diversi punti del lago.
Il professor Gemmell sarà a capo della spedizione e dice che non crede nell’esistenza del mostro di Loch Ness ma crede nella scienza che può provarne o meno l’esistenza.
Gemmell spiega che ogni creatura che si muove in acqua lascia dietro di sé una traccia di DNA che può essere identificata.
Il suo team preleverà almeno 300 campioni di acqua e i vari DNA saranno comparati con campioni di specie esistenti e conosciute.
Se dovessero imbattersi in quello di Nessie capirebbero subito che si tratta di una specie sconosciuta.
Rimane da pazientare per continuare a credere nelle leggende, anche se, a chi ci crede rimane la certezza che il mostro di Loch Ness sarà in grado di nascondersi bene anche questa volta.

 

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